Il museo virtuale è uno spazio progettato e realizzato su web e, per questo, esistente nella sola realtà virtuale.

Nato negli anni Novanta del secolo scorso in USA e Russia, il museo virtuale ebbe come prima finalità quella di rendere accessibili materiali e opere, che per motivi di spazio o di conservazione, erano difficilmente fruibili sia agli esperti e sia al pubblico.

Nel museo virtuale, infatti, lo spazio per raccogliere e esporre il proprio materiale è, per definizione, illimitato.
Strutturato secondo una logica museale, il progetto utilizza l’applicazione delle nuove tecnologie, in particolare l’uso del 3D, per lo studio e la ricostruzione di opere, ambienti e contesti culturali.

Nel 2013 l’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’ e la St. Petersburg State University of Information Technologies, Meccanic and Ottica ITMO hanno firmato un accordo di collaborazione su progetti relativi all’applicazione delle nuove tecnologie ai beni culturali.



Nell’ambito generale delle attività e delle finalità proposte si è concordata la progettazione e realizzazione del Museo Virtuale, dedicato all’attrice russa Vera Komissarzevskaja (1864-1910), prima grande interprete dell’opera di Anton Čechov.
Nel Museo Virtuale saranno raccolti i documenti e i materiali della vita e dell’attività teatrale, della cerchia di persone che l’attrice ha conosciuto, del contesto storico, lettarario e artistico della sua epoca e infine le testimonianze, le opere d’arte e gli studi finora svolti.

Nel sito della rivista, sezione Virtual Museum, è disponibile il collegamento al Museo Virtuale Vera Komissarzevskaja in lingua russa: http://verakomina.ifmo.ru.

Da quest’anno anche l’Università di Nancy è entrata a far parte del progetto e per il prossimo anno è in lavorazione la traduzione dei testi in lingua italiana e francese.