L’applicazione delle nuove tecnologie per la conservazione dei beni culturali nella creazione degli archivi digitali replica gli stessi procedimenti e si basa sulle stesse modalità di archiviazione, catalogazione e fruizione degli archivi tradizionali.

In generale gli archivi, tradizionali o digitali, sono semplici contenitori di dati fisici (database) del materiale posseduto per la conservazione e salvaguardia del patrimonio, posseduto da enti pubblici e privati.
Se però cambiamo punto di vista, mettendoci nei panni dell’utente, ci accorgiamo che questa modalità di archiviazione non soddisfa le sue necessità.

Tanto più se egli si interessa di un bene culturale complesso come lo spettacolo teatrale, per il cui studio e ricostruzione storica è necessario raccogliere un’ampia e diversificata documentazione, spesso raccolta in tanti diversi fondi e rigidamente inquadrata all’interno del proprio settore di competenza scientifica.

Nel 2014 Donatella Gavrilovich deposita presso la SIAE di Roma la sua proposta di un software innovativo di catalogazione dei beni dello spettacolo, denominata come ‘idea creativa’.

Il progetto si basa sull’esigenza di un salto di qualità, passando dai dati fisici ai dati logici cioè a informazioni collegate tra di loro secondo una struttura complessa (ontologia dei dati).

Nasce così il Performance Kownledge base (PK), la cui struttura è stata realizzata insieme ad alcuni studenti del corso di Laurea Magistrale in Musica e Spettacolo dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ con la collaborazione di una studentessa, tecnico qualificato, dell’Università di Roma ‘La Sapienza’, tutti presenti nello Staff editoriale della rivista. Il progetto, presentato al St. Petersburg International Cultural Forum in occasione del 70-esimo anniversario dell’UNESCO il 14 dicembre 2017, ha ricevuto una grande e positiva accoglienza.